 | Piattaforma: Wii Sviluppatore: Paon Produttore: Nintendo Distributore: Nintendo Genere: Racing arcade Età consigliata: 3+ Numero Giocatori: 1-2 Supporto alla Wi-Fi: no Versione: PAL Lingua: Italiano |
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Mani Pulite
E’ ormai da qualche anno che, console portatili a parte, il nome “Donkey Kong” richiama alla mente dei tamburi. Per essere precisi, dei borghi con nel mezzo un sensore sonoro in grado di rilevare il battito di mani. Gli esotici tamburi Nintendo ebbero il loro momento di gloria nei musicali “Donkey Konga 1&2” e nel platform incredibilmente originale “Jungle Beat”. Il controllo era preciso e divertente, e richiedeva un discreto sforzo fisico per poterlo manovrare al meglio. Al termine di un livello qualsiasi, i giocatori si ritrovavano sudati e purpurei per lo sforzo. Al termine del decimo livello le mani smettevano di essere rosse e inziavano ad essere viola per i lividi. Per farla breve: non potevamo chiedere di meglio. Per questo, quei geniacci di Paon hanno sviluppato un gioco basato sull’universo di Donkey Kong, con il pittoresco nome di “Bongo Blast” (probabilmente cambiato per decenza), nel quale tutti i personaggi hanno un paio di tamburi legati al girovita, che azionano battendoci le mani sopra; e, ovviamente, hanno deciso di non implementare l’uso dei bonghi.
Bonghi a reazione
Per un qualche motivo a Donkey Kong e alla sua cricca (Coccodrilli di tutte le dimensioni compresi) sono comparsi alla vita un paio di strumenti a percussione. Tanto meglio, si potrebbe dire. Il punto è che, se sollecitati adeguatamente da forti manate, i suddetti diventano turbine degne del miglior F14, facendo letteralmente spiccare il volo al disgraziato pilota. Una scusa, in breve, per mettere assieme 16 piste e mandare protagonisti e antagonisti dell’universo scimmiesco Nintendo, l’un contro l’altro armati. Nelle 4 coppe sorvoleremo i luoghi dei classici tracciati-cloni di Mario Kart: foreste, montagne infuocate & innevate, oceani e vie stellate. L’unica alternativa (multiplayer a parte) saranno le “Prove di Candy”. Veloci sfide da completare una dopo l’altra. Non aspettatevi la completezza delle divertentissime missioni di “Mario Kart DS”: nessun boss o diavolerie strampalate. Saranno semplici prove quali distruggere tot barili o collezionare tot banane, da fare sui circuiti canonici. Tutto per il puro gusto di completare il gioco al 100%.
Rullo di telecomandi
Come già detto, in “Donkey Kong: Jet Race” il controllo attraverso i bonghi non è previsto. Con una inspiegabile mossa di marketing (una periferica strana come la coppia di tamburi dovrebbe avere la stessa identica attrattiva del famoso telecomandino Nintendo, per il “casual gamer”) Paon ha preferito concentrarsi sulla coppia Wiiremote – Nunchuk, con risultati che vanno dal superfluo al controproducente. Il gameplay è di una semplicità disarmante: al via dovremmo dare una breve rullata per accelerare. Una volta raggiunta la velocità massima potremo smettere di dannare i nostri bicipiti e concentrarci sul resto del sistema di controllo. “Concentrarsi”, si fa per dire: il gioco infatti, si svolge su binari esattamente come se fosse in due dimensioni. Quando “curveremo” agitando il controller del caso, il corridore si sposterà su un asse prestabilito. Di conseguenza non sarà possibile girarsi e tornare indietro come in “Mario Kart”, per intenderci. Se per caso non curvassimo ad un tornante, per quanto stretto, seguiremmo comunque la pista. Non è possibile neanche frenare, e l’unico modo per farlo sarà sbattere contro qualche barile o essere colpiti da un oggetto lanciatoci contro, urto dopo il quale dovremo accelerare brevemente fino alla consueta velocità di crociera. Le uniche cose che potremmo fare saranno spiccare un balzo scuotendo entrambi i controller (azione che, la maggior parte delle volte, viene eseguita per sbaglio durante le rullata: l’unico “bug” del gioco. Possibile che nessuno se ne sia accorto?), picchiare a destra e a manca con il pulsante A per stordire avversari o distruggere casse ed infine usare con B oggetti precedentemente raccolti. Questi ultimi potranno essere di attacco o di difesa, categorie che li rendono potenziati se usati, rispettivamente, dai Kremling o dai Kong. Fino a qui la situazione potrebbe apparire disastrosa: un gioco di corse poco tecnico e troppo semplice, afflitto da un fastidioso difetto del gamplay. In realtà, gioco alla mano, l’esperienza risulta positiva. Questo grazie ad un semplice quanto geniale espediente: il gigaturbo. Raccogliendo 50 delle onnipresenti banane, infatti, caricheremo l’indicatore apposito, che potrà immagazzinare fino a sette scorte. Con tocco del control stick potremo consumare una scorta, azione che ci garantirà qualche secondo di velocità folle. La parte divertente però, arriverà quando incontreremo un ostacolo qualsiasi: invece di schiantarci contro e rallentare, otterremo una spinta ulteriore. Potremmo sfruttare tutto o quasi: barili, api, pupazzi di neve, concorrenti e quant’altro. Con un buon colpo d’occhio saremo capaci di inanellare dieci, venti, trenta combo, riuscendo, con un po’ di fortuna, a partire da ultimo degli ultimi e arrivare in testa alla gara grazie ad una sequela quasi infinita di “barile-barile-ape-avversario-barile ecc.”, tutta fatta a predifiato. A contribuire al dinamismo della gara intervengono svariati elementi presi di peso dal vetusto “DK Country”: barili d’ogni genere, percorsi alternativi in forma di minigiochi semplici ma implementati bene. Un esempio ci è fornito dai carrelli da minatore, slittini e addirittura animali da cavalcare per brevi tratti di percorso, spazzando via qualsiasi cosa ci intralci la strada. Purtroppo però, ci si accorge che queste occasioni vengono buttate in un level design poco adatto alla tipologia di gioco nella quale “Jet Race” vorrebbe essere. Sezioni adrenaliniche anche piuttosto lunghe, a patto di raggiungere un certo grado di abilità, si alternano a tratti di pista in cui, specie se si è in testa, non si avrà letteralmente nulla da fare. Accelerazione compresa. Senza turbo, barili o scorciatoie, anche trenta secondi di “dirittone” possono sembrare lunghi trenta minuti. Di certo, il fatto che senza boost la sensazione di velocità sia pari a quella dataci da uno Snorlax particolarmente assonnato non aiuta.
Look selvaggio
La parte tecnica di “Donkey Kong: Jet Race” non farebbe una cattiva figura se fosse un titolo per Gamecube, quale effettivamente era…Della prima annata però. Per intenderci, nulla di incredibilmente inguardabile, ma i modelli poligonali sono semplici e gli effetti grafici grossolani. Lo stile che possiede la serie, può essere apprezzato o meno, ma sviluppare il gioco secondo il rinnovato splendore di “Jungle Beat”, con texture spettacolari e fur shading, sarebbe stato così orribile? Il comparto sonoro è, come prevedibile, senza infamia e senza lode: effetti sonori anonimi e musichette che si lasciano ascoltare senza rimanere impresse nella nostra memoria.
Sbaglio da primate
In breve, “Donkey Kong Jet Race” avrebbe le carte giuste per essere un titolo divertentissimo. Il fatto che i controlli abbiano la profondità di una pozzanghera gioverebbe solo alla sua immediatezza, se solo fosse stato sviluppato come un arcade alla “Sonic e gli Anelli Segreti”, e non come l’ennesimo clone malriuscito di Mario Kart. A meno di non trovarsi in uno dei felici tratti di percorso in cui c’è sempre qualcosa che ci permette di sfrecciare come il vento, la percezione della velocità è quasi assente. Il multiplayer, a patto di avere 4 telecomandi e altrettanti nunchuk, può regalare soddisfazione, a differenza delle prove, una più noiosa dell’altra. La scelta di Paon di non implementare il Wi Fi è talmente assurda che sfugge ad ogni comprensione, e quindi critica. Insomma, “Jet Race” è un titolo passabile soltanto se disseppellito nello scaffale dell’usato. Altrimenti è bene rivolgere altrove la propria attenzione.
In alternativa:
- Sonic e gli anelli segreti : Anche se non è un racing game poco ci manca. Il titolo Sega è frenetico, adrenalinico e riesce a divertire quanto basta per tenervi ore ed ore incollati alla TV
- Mario Kart Double Dash!! : Il capitolo per GC è uno dei più originali racing games degli ultimi tempi, sopratutto perchè su di un unico kart su può giocare in compagnia di un amico! Idea geniale!